sabato 30 maggio 2009

Silvio, rispondi!!!


A pochi giorni dalle elezioni, divampa ancora, ardentemente, la polemica sul cosiddetto Noemigate.

Non si parla di Europa, non si parla della situazione di assoluta emergenza nella quale si trovano i fratelli abruzzesi terremotati in Abruzzo (che giustamente iniziano ad autorganizzarsi per fronteggiare le criticità di tutti i giorni non accettando di essere trattati come un "pubblico" per lo spettacolo del G8 che si rappresenterà), non si parla della crisi economica che ancora non si può ritenere superata vista la difficoltà di migliaia di famiglie di arrivare alla fine del mese con i loro salari sempre più leggeri oltre che per il rischio di restare pure senza lavoro, non si parla di un dissesto finanziario sempre meno trascurabile visto che si registra un crollo del Pil di quasi il 6% e un debito pubblico che stra raggiungendo e superando i 1750 miliardi di euro, non si parla approfonditamente delle Mafie (le si esalta, piuttosto, mandando un presunto colluso come il Presidente del Senato, Schifani, nel giorno della commemorazione di Giovanni Falcone, ad inaugurare un "villaggio della legalità"), non si parla della sicurezza sui luoghi di lavoro se non quando bisogna aggiornare le statistiche, conteggiando i nuovi "caduti di una guerra" che sembra infinita (gli ultimi 3 sono quelli sardi nell'impianto di raffineria della Saras), e rimpolpare una dialettica da "becchini" che non annovera la cultura della prevenzione e del rispetto per i familiari che ne piangono la scomparsa.

Di tutto questo non si parla.

Si parla di Noemi e della sua famiglia, del Premier e della sua imperitura capacità di dire menzogne a chiunque a lui si opponga, della sua più totale ed aberrante predisposizione a diffamare chi osa criticarlo nell'esercizio del suo dovere di informare e di coinvolgere l'opinione pubblica su fatti moralmente rilevanti su un Capo del Governo che preferisce destreggiarsi tra le lenzuola e in Camere "non propriamente parlamentari", con donnine a cui promettere in cambio di indecenti ed anonime prestazioni, qualche patinata copertina per il loro ruolo da protagoniste di uno spettacolo riluttante o per una meritevole vocazione politica da assecondare e da rilanciare, più che per i meriti qualificanti il suo operato ed espressi in nome del Popolo Italiano cosi ingenerosamente inviso e denigrato, per colpa sua, da tutta la stampa internazionale.

La Repubblica, diversi giorni fa, gli aveva formulato un questionario con dieci domande, atte a disvelare i misteri e a fare chiarezza su questo fronte.
Il Premier ha ritenuto di non dover rispondere, replicando piuttosto con invettive non propriamente tipiche di chi ha la coscienza pulita, rinvigorendo la sua tradizionale dialettica per quelli che lo criticano parlando di una sinistra che prova "invidia ed odio".

Onestamente questa storia mi ha stancato, perchè è soltanto l'ulteriore conferma di come, oggi, nel nostro Paese, bisogna essere dei ricchi magnacci senza alcuna moralità e con la piena consapevolezza che il proprio prestigio personale, oltre che successo professionale ed economico, è direttamente proporzionale a quanto si è capaci di delinquere e di prostituire a se e alla propria egolatria chiunque si incontri lungo il percorso di vita.

La Padania, il giornale della Lega Nord, noto giornale di comunisti, e più in generale di eversivi di sinistra, il 7 luglio 1998, scriveva: "Silvio riciclava i soldi della Mafia".. Il 27 ottobre 1998, poi, lo stesso giornale, costituito sempre da un "manipolo di malati mentali di sinistra", scriveva: "La Fininvest è nata da Cosa Nostra"..

Inoltre, sempre dall'archivio del medesimo giornale, emerge come sia stato Craxi, tra i padri (o meglio "padrini") fondatori del nascente Pdl, a spingere Berlusconi in politica, come siano stati occultati ingentissimi capitali per mezzo di holding sulle quali è stato costruito il suo impero economico, su come Dell'Utri abbia avuto rapporti con Cosa Nostra (conoscendo il personaggio, era prevedibile..) sin dai tempi di Bontade (uno dei boss più importanti della cupola siciliana, anni '80).

Ma soprattutto La Padania, il quotidiano della Lega Nord, nel '98 - '99, interroga il plenipotenziario e pluripregiudicato imprenditore milanese, con un questionario di circa 11 domande, che a confronto quelle formulate da La Repubblica sono la quinta essenza del nulla, volendo accertare esclusivamente la Verità su come, e attraverso quali soggetti, e visti i tantissimi miliardi di lire investiti, siano stati possibili gli interventi a "Milano2", l'affaire Italcantieri Srl, l'operazione Fininvest e cosi tutte le altre.

Leggete, pertanto, il questionario delle 11 domande, interrogatevi, meditate, ma soprattutto fatelo girare, perchè l'Informazione salverà questo nostro dannato e sciagurato Paese.

Io non mi arrenderò Mai..

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